Secondo ciò che consente sicuramente qualche comma di qualche modifica di qualche legge, il qui presente padrone unico e sommo di questo meraviglioso e illuminatissimo (di riflesso) blog si assume la responsabilità di ciò che viene scritto da lui solo da lui e soltanto da lui. Convinto dell'importanza del dare spazio alle parole di chiunque, qualsiasi sia il loro contenuto (un po' meno quando si superano i limiti del buon gusto, ma vabbè), ci tiene a precisare che il suo ospitarle ha come motivazione la sola convinzione che ognuno abbia diritto di esprimere in totale autonomia e responsabilità le proprie idee e non una condivisione delle stesse. Io poi lo posso anche dire di non dire cose che non vanno dette, ma la verità è che se non diciamo almeno una cosa al giorno che a qualcuno spiacerà, significherebbe non dire almeno una volta al giorno la verità. Mi pare si chiami libertà.
15/09/2007
Il blog finisce qui.
Diciamola tutta.
Non è mica il computer il problema.
Il problema è come lo si usa.
No, non l’abbiamo ancora detta tutta.
La diciamo tutta se spieghiamo perché.
Ma se spieghiamo perché, l'intero perché, ricominciamo a usarlo male.
Allora diciamone una parte.
La vita privata in rete può fare dei gran bei danni.
Perché crea un interesse che nella forma si colora di affetto, nella sostanza è recirpoco egoismo.
Allora capita che se tu ami l’affetto, sei consapevole che questo non lo sia ma come tale fai finta di vederlo.
E questo fa dei gran bei danni, perché a lungo andare cominci a chiamarlo così tante volte “affetto” che finisci col non saper più distinguere quale sia e quale non lo sia e finisci col dare valore a cose che valore non ne hanno.
E il meccanismo si auto-alimenta, più tu vedi affetto più offrirai pezzi di te che lo generino, in un vortice che ti porta a declassare tutto a “pezzi disponibili” anche là dove alcuni di quei pezzi, invece, meriterebbero protezione e condivisione preziosa.
E questa persa capacità di vedere quella differenza, quel valore, è forse la cosa più dannosa che si possa fare, quando invece i pezzi per essere composti nella giusta maniera hanno bisogno di una cura dedicata diversa per ognuno, possibile solo se diversi tra loro li si considera.
Ed è dannosa perché quando la perdi la perdi, non la perdi solo qui, la perdi e quindi la perdi ovunque e ovunque, invece, devi ritornare a distinguere.
Distinguere cosa sia l'affetto e cosa no.
In quello che offri tu, prima di tutto, perché tutto parte da te.
Ecco, ne abbiamo detta una parte.
Non è il computer il problema, il problema è l’uso che se ne fa.
L’affetto non è sublimabile.
O c’è o non c’è.
E c’è se lo proteggi, non c’è se lo squalifichi, tu per primo.
La mia vita privata, i miei successi, le mie persone care, voi potete solo leggerli.
Io invece ho un vantaggio, io non li posso solo scrivere, li posso anche vivere.
Se voglio.
E per viverli devo proteggerli e per proteggerli devo valorizzarli e per valorizzarli devo circoscriverli e per circoscriverli devo riconscerli e per riconoscerli devo guardarli negli occhi.
Non è il computer il problema, il problema è l’uso che se ne fa.
Se lo si usa per sublimare, per colorare tutto di un unico colore, chi ci perde sono io perché divento daltonico e perdo la capacità di distinguere il rosso di un cuore dal grigio di un soprabito.
Allora cominciamo a separare.
I soprabito tutti a sinistra
http://ilmiomanifesto.blogspot.com/
Non ci sarà traccia di vita privata né verrà vissuta come fosse tale.
Mai.
Più.
I cuori rossi invece tutti qui.
No, certo che non c’è link.
Allora non avete capito niente.
Poi però pensavo anche, e con questo concludo il trittico dedicato ai recenti lutti nazionali, che nemmeno a lui è andata poi così di culo.
Voglio dire, sei definito il più grande tenore mondiale o quasi, tutti vorrebbero cantare con te e per questo ti inventi quella cosa dei friends che, diciamolo, è la versione stadio della doccia di ciascuno di noi solo che quando io canto Quanto t’ho amato, la Gré non è lì che mi insapona la schiena o altre pratiche di varia natura atte alla condivisione nonché ottimizzazione dei rispettivi piaceri, dicevo sei quello che ha fatto dei duetti con chi ti pare cosa alla quale chiunque diceva di sì pure se ti andava di farlo con Max Pezzali ché tanto la gente pagava lo stesso millemila euro per sentirti e diceva comunque “Minchia che bella Hanno ucciso l’uomo ragno fatta da Pavarotti” pure se una cacata (musicalmente parlando) modulata sempre cacata rimane, poi quando te ne vai tutti scrivono che finalmente duetterai con dio, ché il friend sarà il più friend che esista sulla faccia del cielo, che qui e che là e che su e che giù e tu hai la sfiga di arrivare un giorno dopo Sabani, che avendo avuto un giorno di vantaggio e la capacità di imparare al volo qualsiasi personaggio compreso quello della cui voce nessuno ha testimonianza e quindi tu che nel frattempo eri giù non conosci quanto lui, può vendicarsi della sorte facendoti credere che è con dio che stai duettando mentre invece lo stai facendo con lui ma-non-te-lo-dirà-mai.
Voglio dire, io se fossi Sabani un po’ mi divertirei, con ’sta cosa.
Anche per riappropriarmi un po’ di tutti quei titoli di giornale che mi hai rubato.
Dicono che ora duetti con dio?
E io faccio dio.
E magari stono pure, tié.
Sono Sabani, tu Pavarotti il re dei duetti, vuoi duettare con dio, io te lo faccio fare ma non ti farò mai sapere se sarete in due o saremo in tre.
Con un imitatore che da solo è cento personaggi e l’inventore dei duetti che chiede di cantare sullo stesso palco con Uno e Trino, sai che bordello riuscire a capirci qualcosa.
E comunque, anche solo dall’ultimo giornalista dell’ultimo buco di culo di paese dell’ultima valle degli appennini, uno straccio di duetto con Tenco o con la Martini sarebbe stato anche carino sentirglielo augurare.
Poi si chiedono perché sono morti entrambi di dolore e si rispondono tutti "Boh".
Il discorso più bieco, strumentale e propagandistico che potesse essere letto con una bara davanti.
Mezz'ora per spiegare perché a lui sì e a Welby no.
Chissà se Zucchero, uscito dal duomo, ci risottolineerà l'importanza di una sana e consapevole libidine.
Ho voglia di andare davanti alle profumerie a chiedere alle donne che escono dopo aver speso quaranta euro per quella crema che "mantiene la promessa" di alzare di due millimetri il contorno viso che cosa penserebbero se il loro uomo tornasse a casa dopo aver speso quaranta euro per una crema che promette di allungare di due millimetri il pisello.
Pensavo che bisogna avere veramente una sfiga cosmica per morire il giorno prima di Pavarotti.
Cioè già i tuoi ultimi anni di carriera li hai vissuti da quasi dimenticato costretto a esser contento dei pochi spazi che ormai ti venivano concessi dai due amici mossi più da pietà che da reale interesse di audience...ma non pago, il destino fa (ci va l'accento?) (e su "va"?) (vabbé) (e su "vabbé"?) (ok basta) in modo che l'unico giorno in cui comunque sia andata la tua carriera tutto il mondo dello spettacolo pure quelli che non t'hanno mai cagato per non parlare di quelli che t'hanno sbattuto le porte in faccia parlerebbe bene di te riempiendo gli spazi di ricordi strappacuore e cioè il giorno del tuo funerale...ti muore Pavarotti, uno che con la sua morte s'è preso le prime pagine pure della cronaca locale dell'ultimo paese di pescatori delle barbados (si pesca alle barbados, vero?) e così oggi non c'è tiggì che non dedichi venti minuti a Pavarotti e qualche secondo ai tuoi funerali giusto perché ci sono stati.
Dai, che sfiga devi avere?
Cioè anche se della scomparsa in sé (qui lo so che ci va) potrebbe non fregartene nulla, finisci con l'essere dispiaciuto per lui per il quando.
Sembra quasi l'ultimo schiaffo a uno che di spazio in tivvù proprio non riusciva più ad averne, mai come in questo caso, manco morto.
Se a Venezia buttassero a mare il dieci percento del silicone che ospitano nei giorni del festival, avrebbero risolto e si chiuderebbero un sacco di polemiche sul mose.
Tacchi 20 diamantati e scollature da alto borgo pure alle 11 del mattino, quelli delle security li distingui dalle star del cinema perché sono quelli che si atteggiano a star del cinema, i figli di quelli che contano li riconosci dal fatto che tornati dalla spiaggia attraversano la hall dell’excelsior in costume scalzi gocciolanti e lasciando impronte di sabbia sui preziosi tappeti mentre gli uscieri non possono prenderli a ceffoni come vorrebbero perché Robert William Dan Bepi Jr Jr non si tocca manco con una doppietta, le critiche cinematografiche le riconosci perché sono tutte vestite come abadjour turche, certo che l’assenza di auto renda Venezia ai primi posti per assenza di polveri sottili nell’aria, suggerirei uno studio approfondito sulla concentrazione di fumo di sigaro e magari qualche domenica a nuoto perché il sigaro è diffuso e fa un sacco artista di cinema almeno quanto il panama ma rompe molto di più i coglioni in ogni angolo e a qualsiasi ora, i poliziotti impugnano tutti il T9 e la fotocamera del cell, potresti rubargli la pistola ché non se ne accorgerebbero, ore ore e ore seduti davanti alla passerella per vedere vedere vedere per un secondo il ciuffo biondo di quello che vorresti essere ma che non sarai mai a meno che tu non sia me che mi chiedo perché cosa farà mai stare per ore a morire sotto il sole centinaia di persone contente di dire “l’ho visto anche se da 100 metri e per un secondo”, litigare con un russo in inglese a mezzanotte e decidere che se non sei più che certo di essere in grado di risolvere un problema non TUO che non TI riguarda è meglio che nemmeno ti proponi di fare il favore almeno di provarci e la sua interprete senza reggiseno che spera tu la guardi negli occhi mentre ti chiede di capirlo ché è come se tu andassi in russia senza calzini e non sapessi dove comprarli e tu le dici che no che è come se io mi incazzassi perché arrivato all’aeroporto non ricevessi in omaggio una cassa di calze filo di scozia così, perché sono artista, ma lei insiste, devi capirlo è artista bravissimo pensa non ha nemmeno il cellulare e tu scopri che il problema della russia sono i parametri di valutazione del valore umano, il napoletano che con la mano sul tuo mouse al tuo “Togli le mani dal mio computer” ti guarda ridendo e ti dice che lui non l’ha toccato non sta facendo nulla e poi lui ama risolvere i problemi e tu pensi siano i peggiori, quelli che godono quando capitano problemi perché possono mettersi in evidenza per la medaglia e sono l’intralcio peggiore pure per attraversare una strada, se viaggi sui motoscafi ti fotografano a prescindere, per statistica torneranno a casa convinti di aver beccato chissachì e magari tra un anno in giappone qualcuno si vanterà di avermi visto tra le tendine di un finestrino che ero proprio io quello di quel film là, quello che non mi ricordo come si intitola, di come sia andato il mio lavoro non dico nulla, troppo bello, troppo mio, troppi complimenti, non capireste perché, perché di fronte alla possibilità di passare mezza giornata chiuso in una stanza con quel ragazzo che anni fa alla mia età scagliò il bidone dell’immondizia contro la vetrina di Sal e diede il via alla rivolta nera ho preferito dormire un’ora in più, svegliarmi con calma, fare una schifosissima colazione, prendere il traghettino incastrato tra mille fanatici armati di fotocamere e metterci un’ora e mezza ad attraversare la laguna dove mi si attendeva per decidere se scrivere il suo nome sullo schermo o meno.
Si è deciso per il no, ché tanto tutti lo sanno chi è, la sala piena, la gente fuori che premeva per entrare, lui una sequenza rara di sprechi che non capisci come si possano sposare con la denuncia sociale di cui si fa bandiera salvo poi buttare nel cesso migliaia di euro in capricci, e tu lì, in regia, col potere in mano di decidere di inquadrarlo quando fa le facce sceme e mandarlo in onda così com’è di fronte alle tv di mezzo mondo e decidi che no, il bidone contro quella vetrina tu invece non lo lancerai.
Perché per te quando qualcosa è giusta è giusta sempre e quando qualcosa è sbagliata è sbagliata sempre e la differenza di soldi è roba che può cambiare solo il tuo rapporto col traghetto che costa 6 euro ed è un furto almeno quanto i 4000 euro per un motoscafo a disposizione per un giorno solo per non aspettare venti minuti in più in una città che ieri al tramonto era una delle più belle immagini che abbia visto negli ultimi anni dopo quella mia mentale nella quale quel “in onda la 2 subito!” l’ho detto e tutta la sala giù a ridere e il suo staff a denunciarmi per lesione d’immagine e io a dire “Ops, scusate, è che sono le mie prime volte, dai su mica è il caso di fare ‘sto casino” e ridere soddisfatto per aver scoperto quanto poco ci voglia per essere più potenti del potente, basta un tasto e un mio cenno.
Ma io sono io tu sei tu e per questa volta ti è andata bene e il mio bidone contro la vetrina non l’ho scagliato, però ricordati chi eri quando non eri nessuno, quando eri solo un nero, solo un nome, solo una faccia qualunque, come la mia, che si emoziona se gli dicono “Bravo, non credevo fossi così bravo a fare regia video, mai pensato di fare solo questo nella vita?” e a dirlo è il presidente dell’agenzia per la quale stavi lavorando che deciderà le prossime mille regie, no, mai pensato, io ho sempre sognato di lanciare bidoni contro le vetrine dei cinesi, il resto è una fase transitoria che mi viene particolarmente, pare, bene, forse proprio perché ci sono arrivato senza pensarci.
Epperò intanto ci sono arrivato e oggi mi diverto a stare in piedi sul motoscafo a prendermi le foto dei giapponesi che si chiedono chi cazzo sia mentre comunque scattano foto e ridi, ridi perché è tutto un gioco pazzesco che non ti chiede chi sei ma chi ti credi di essere, per sapere cosa scriverti sul badge e io dico “regista” e I did my personal right thing dormendo un’ora in più.
Ora sogno Michelle Pfeiffer.
La cosa pazzesca di tutto questo è che ora posso dirlo senza far la figura del 15enne col poster in camera che non capisce che non ci arriverà mai.
Per gli autografi (miei) scrivete al mio staff, che poi sono sempre io.
Se vi interessano quelli degli altri, se siete capaci, arrivateci voi.
A me quelli per ore in attesa di un vip sembravano una carovana di scemi.
Mi dicono che non si è capita la serietà della cosa, che sembra la solita boutade da esaltato, che pareva l’ennesima iperbole per dire chissà cos’altro.
Niente di tutto questo.
Allora riassumo brevemente le poche informazioni tecniche, confermando che per quanto pure io ancora stenti a crederci, è tutto vero.
La parte emotiva la lascio per il rientro, ché ora mica sono ancora proprio in grado di tradurla, per primo a me stesso, e poi stasera c’ho anche le balle che girano ché certe volte pensi “La rivedrò ancora questa scena? No dai, non può ricapitarmi identica, non con le stesse persone almeno” e invece ciccia, eccola lì pronta dietro l’angolo, vabbè a questo punto non posso che convincermi definitivamente di essere io il problema, dicevo la parte emotiva la lascio per quando torno ché così potrò parlare di vissuto e non di ipotizzato ché questa volta merita un minimo di mente locale e piazzo solo quelle due informazioni tecniche senza perdermi in parole di contorno che pare depistino e basta:
1: Oggi parto per la mostra del cinema di Venezia.
2: Essendo esaurite tutte le possibilità di spostamento, non avendo alternative mi verrà a prendere il motoscafo di Giòrg (lui), ché tanto lui sarà impegnato tutta la giornata e mica lo usa.
3: Andrò a fare la regia dell’intervento di Spaic Lii, hanno chiamato me e vaffanculo al post del mese scorso nel quale scrivevo “Una regia così importante come un musical? A me? Ma sarò in grado? Mi cago addosso!”.
4: Tornerò domenica sera probabilmente su una nuvola chiedendomi per ore se quello che dava indicazioni a LUI ero davvero IO.
5: Scriverò un post nel quale farò carte false per non cadere nel tranello dell’autoesaltazione ma sarà davvero davvero davvero dura questa volta e mettetevi nei miei panni.
Per il resto tutto fantastico e non aggiungo altro.
Davvero fantastico, sissì, una figata proprio.
Fammi stare zitto, vah.
Nei commenti Paola mi chiedeva
"perché non la incontri, la tua nadia?"
domanda alla quale rispondevo
"perché mi piace immaginare che capiterà per caso."
Io poi faccio scelte le cui basi sono visibili solo a me stesso, scelte che nell'oggi non hanno una sola motivazione logica né uno straccio di apparente possibilità di vantaggio, scelte che mi vengono sempre dipinte come occasioni perse, sempre.
Eppure io le faccio, sempre all'inseguimento di quell'aria da film che mi piace la mia vita si porti intorno, pronto a correre il rischio di perdere occasioni se solo penso che a lasciare che le cose accadano quando e come desiderano, dovessero accadere si porterebbero dietro una magia che nessuna ansia e nessun terrore da perdita potrebbe mai dar loro e anzi, toglierebbe loro.
Avrei potuto rispondere a quel commento dicendo "Si, la chiamo, altrimenti potrei perderla per sempre".
Ma mi sarei perso il piacere di incontrarla, pochi giorni fa, passeggiando di ritorno dalla spesa, scoprendo che è venuta ad abitare due portoni prima del mio.
E come ha sorriso, quando le ho detto che sapevo che era riuscita a fare la costumista perché non avendola mai dimenticata, un giorno, qualche anno fa, cercai il suo nome in rete.
Non ce l'ho l'ansia di perdere le persone.
Ho troppe puntate del mio film a raccontarmi che vale la pena lasciarle andare per la loro strada.
Se un giorno dovrà reincontrare la mia, lo farà.
E quanto è più bello scoprirsi allo stesso incrocio, alla stessa ora, nello stesso giorno, a comprar casa nella stessa via di una città di migliaia di vie.
L'avessi cercata, avrei due anni in più di normale vicinanza, ma un sacco di emozione in meno.
Cosa varrà di più, quel giorno quando avrò 100 anni e mi guarderò indietro?
Io continuo a pensare la seconda.
Piccole frazioni di secondo, piccoli brividi, ma come sono contento di non averla resa normale con una telefonata due anni fa.
Quella son capaci di farla tutti.
Ma attendere anni solo perché convinti che la scommessa sul piacere di vederla comprar casa accanto alla tua sia ineguagliabile, quanti?
Se fossi dentro un Truman Show, in questo momento stareste tutti ridendo.
Ma sotto sotto, dentro, sono certo che un po' la mia ingenuità la stareste invidiando.
E' questo che mi rende comunque preferibile persino quest'ipotesi.
Ché poi sì, chissà quante emozioni mi perdo per strada, vai a sapere.
Proverò a pensarci tra un paio di giorni, quando il motoscafo di Giòrg mi porterà a lavorare per Spaic.
La prima cosa che devo dire è che in ue settimane sono riuscvito a petrdere l’uso della tastiera, non ricordo dove sono le lettere e quindi inventatevele mischiatele mettele un po’ dove div pare e tirateci fuori qualcosa che abbia un senso poi magari ditemelo anche grazie.
La seconda cosa che devo dire è che Ciccio non si è visto, la casa è a posto ,ci sono i suoi belli 47 gradi ma c’ho il tasto che fa l’inverno e quindi ora indosso una sciarpa erchè qui ci sono in qesto ,omento tipo 3 gradi pare natale manca il vischio e qualcuno sotto per il resto c’è tutto.
La terza cosa che devo dire è che mi pare di esser stato in vacanza tipo un anno, dieci, mille, di chi cazz’è questp posto? Mio? Ah.
La quarta cosa che mi viene da dire è che sono abbronzato che sembro un tartufon e questo farà sì che tra TRE giorni QUALCUNO guardandoci INSIEME farà fatica a rispondere alla domanda “Quale dei due REGISTI è SPAIC LII?” a meno che non si soffermi sul fatto che tra i due io sono quello diventato BIONDO.
Voi non lo sapete chi avete davanti, brutti puzzoni fancazzisti che nonsiete altrp.
Cioè pensate di sapetrlo ma mica potete saperlo manco io pensavo tanto.
Che è tutto dire.
15 Luglio 1999
La riforma alla quale sta lavorando l'Authority per l'energia prevede una minirivoluzione che cambierà radicalmente l'appuntamento bimestrale degli italiani con il pagamento della luce. Nel loro complesso comunque le tariffe dovrebbero ridursi (si è parlato di un 12 per cento nei prossimi tre anni)…
8 settembre 1999
E' in arrivo un altro rincaro per le bollette di luce e gas. L'aumento del prezzo del petrolio sui mercati internazionali non lascia spazi a riduzioni. Gli aumenti scatteranno dal novembre prossimo… Per vedere scendere il prezzo della luce bisognerà invece aspettare il prossimo anno.
27 aprile 2000
L'effetto caro-petrolio pesa sul costo di luce e gas. Dopo che ieri è salito ancora il prezzo della benzina, le bollette del bimestre maggio-giugno subiranno un aumento.
l'Autorità prevede che non ci saranno ulteriori aumenti e che, anzi, ci sarà forse una riduzione per il bimestre settembre-ottobre.
3 ottobre 2000
A fine anno, secondo le stime del ministero del Tesoro, si avrà un aumento delle tariffe elettriche dell'8.1 per cento, di quelle del gas del 10.9 per cento, mentre l'acqua rincarerà del 3.7 per cento e i medicinali controllati del 2.8 per cento.
29 giugno 2001
Gas meno caro per gli italiani, nei prossimi due mesi. La bolletta del metano di luglio e agosto sarà infatti più economica del 6,3 per cento. Rimane invece sostanzialmente stabile il costo dell'elettricità, che vedrà un aumento in bolletta di 0,4 lire al kwh. Il lieve incremento è dovuto - si legge nel comunicato dell'Authority "all'adeguamento dei rimborsi per lo smantellamento delle centrali nucleari"
24 Settembre 2001
Dal prossimo gennaio la bolletta della luce sarà più cara: prendetevela con il canone. A determinare un ulteriore balzo in avanti di quella che è la più salata tariffa elettrica d'Europa sarà infatti un aumento della quota fissa. Un corposo aumento.
18 agosto 2002
Gli aumenti inaugurati con l'entrata in vigore dell'euro non si fermano. A settembre infatti faranno il loro primo ingresso sui bollettini gli aumenti già scattati a luglio per il canone Telecom, la luce e il gas.
27 dicembre 2002
è ufficiale che le bollette della luce e del gas saliranno dal primo gennaio, rispettivamente, del 2,5 e del 2,2 per cento con un impatto sul portafoglio delle famiglie italiane di 18 euro in più all'anno.
22 luglio 2003
con l'arrivo dell'autunno ci attendono forti rincari nei prezzi dei generi alimentari, dovuti soprattutto alla straordinaria ondata di siccità di questi giorni.
Qualche speranza dovrebbe però arrivare dalle tariffe della luce e del gas. La luce costa l'1,3% in meno dal primo luglio e dovrebbe avere un ulteriore calo a partire dal primo ottobre. Il gas potrebbe invece rimanere stazionario, come già a luglio.
30 Settembre 2003
Elettricità meno cara e gas fermo. Nel prossimo trimestre, le bollette della luce caleranno dell'1,9% (con una riduzione dell'1,4% per quanto riguarda le famiglie) mentre quelle del gas rimarranno al livello attuale.
13 agosto 2004
Nella caldissima estate del super-petrolio, il governo prova ad affrontare l'emergenza prezzi con un piano d'intervento che nelle intenzioni del ministero dell'Economia dovrà scongiurare un autunno all'insegna del carovita. In una prospettiva, come l'attuale, di crescita costante del prezzo del petrolio, fare scorta oggi di energia da vendere successivamente può infatti allontanare nel tempo i rischi di gonfiamento della bolletta.
30 Settembre 2004
Da domani le bollette della luce per le famiglie italiane saliranno dell'1,1% mentre quelle del gas subiranno un rincaro dello 0,8%. Lo rende noto l'Authority per l'energia nel consueto aggiornamento mensile precisando che, in media nazionale, l'aumento delle tariffe elettriche per il prossimo trimestre ottobre-dicembre, legato all'andamento dei combustibili, è dello 0,7%.
10 luglio 2005
Un rincaro del 3% sull'elettricità e del 4% sul metano, già dal primo luglio. Per le famiglie, questo significa una spesa maggiore di oltre 40 euro all'anno. Questo il rischio per le bollette della luce e del gas, a causa dell'improvviso incremento del prezzo del petrolio, secondo una stima del Rie (Ricerche Industriali Energetiche). ll governo starebbe però studiando delle misure di "contenimento".
24 Settembre 2005
Gli aumenti stimati a partire dal 1 ottobre sono dell'8% per la luce, con una spesa aggiuntiva di 23 euro annui, e del 4% per il gas, pari a circa 35 euro in più annui. In totale ogni famiglia dovrà rinunciare a 58 euro nel corso dell'anno, ovvero ad un mese in meno di autonomia energetica rispetto a oggi.
13 giugno 2006
Si profila il rischio di una nuova stangata per le famiglie italiane, che da luglio potrebbero veder lievitare le proprie bollette elettriche. A pesare sui prossimi rincari non gioca, come nei trimestri scorsi, il caro greggio, ma tutta un'altra serie di voci ed extra. Per quanto riguarda invece il costo della materia prima nel prossimo trimestre le tariffe - della luce ma anche del gas - non dovrebbero risentire di variazioni.
23 Settembre 2006
Dal primo di ottobre, le bollette elettriche potrebbero aumentare dell'1,5%; nessun ritocco invece per le tariffe del gas. "Le variazioni tariffarie del prossimo trimestre dipendono dalle decisioni dell'Autorità. In particolare da quanto si deciderà di recuperare dei cosiddetti oneri di sistema che negli ultimi trimestri erano stati utilizzati per compensare le forti impennate del greggio".
5 Luglio 2007
Le bollette della luce sono aumentate nel corso del 2006 del 13,6% ma nei primi sei mesi del 2007 hanno registrato una flessione, seppur limitata, dello 0,4%. Sulle bollette elettriche gli "oneri di sistema", il contributo ad esempio per sostenere le fonti rinnovabili, pesano per circa 5 miliardi di euro all'anno, pari al 13% del prezzo finale pagato dalle famiglie. E "le prospettive per il futuro non appaiono incoraggianti". L'Authority per l'Energia tratteggia un futuro poco roseo per i contribuenti che, in cambio di un pianeta meno inquinato, dovranno pagare tariffe più salate.
28 Agosto 2007
Con il rientro di Broono dalle vacanze le famiglie italiane vedono cessare il rischio di black out estivi dovuti a gesti inconsulti delle donne italiane, i cui tentativi di suicidio attraverso la saturazione di gas delle loro case e la continua accensione e spegnimento della luce al fine di porre termine alle loro sofferenze causate dall'improvvisa assenza attraverso l'esplosione per una volta non ormonale e interna, hanno costretto il governo a metter mano alla riserva aurea per compensare l'imprevisto incremento nazionale della richiesta di forniture energetiche.
Stasera pensavo a quando cantavo nel locale ed ero dio e decidevo io come sollevarti dalla sedia.
Ti sollevavo quando cantavo una delle cinque mie, nessuna richiesta ora, è il mio momento, silenzio, mi si guardi in silenzio cazzo, mi si ascolti ché ho da dirti una cosa, una delle cinque mie.
Ho da dirti che puoi essere dio se lo vuoi, il miracolo di un sorriso che non ti eri portata dietro o così credevi, ho detto sorridi e tu sorridi, ho detto guardami cazzo, bagnati.
Intanto Valentino Paolo e il terzo che non ricordo nemmeno come si chiamava si alzavano e si mettevano dietro di me a simulare il treno con i vagoni e le braccia che facevano il braccio di trasmissione della ruota che girava e l’altro braccio il ciuf ciuf, ero dio, anche gli uomini mi facevano da coristi dietro e io ero dio davanti e trascinavo, tu mi guardavi, una sera eri bionda, una sera eri rossa, una sera nemmeno lo capivo e poco mi importava, avevi un culo che anche da sei metri si vedeva che le mie federe avevano la stessa forma o era la mia guancia che aveva la forma del tuo culo, boh, il coordinato mi ha sempre fatto venire l’orticaria ma quando il culo si sposava perfettamente col lenzuolo di sotto c’era poco da fare, tu lì dovevi finire la tua notte e lì finivi la tua notte.
“Ti posso amare?” no, ma proprio non se ne parla.
Applaudire, al massimo, adorare, te lo concedo, non vedi che sono dio?
“Sono sposata”
“In questo momento qui, dici?”
Ti sollevavo, con la mia piccola 500 azzurro cesso parcheggiata fuori che pareva una limusìn che a fine serata a microfono riposto nel casettino faceva un sacco gnu boemièn e invece ero solo dio che si vestiva da sciumacher e quella bici che usciva dal tettuccio aperto “ma ci entra?” “Ci entro io, ci entri tu e ci entra la tua bici e se non ci entra ce la facciamo entrare, stasera ti porto a casa io, mia, che hai capito” dio era dio perché non aveva paura di sporcare i sedili “Tu si che te ne freghi mica come quelli fissati”.
No è che sono già sporchi ma non te ne accorgevi perché non volevi dare un nome a quelle macchie ché tanto lo sapevamo che era quella del tavolo 5, o forse era il 6 e quella del 5 era due giorni fa, boh, ero dio, poco importava, te ne fregavi tu figurati io, anzi dio doveva averli sporchi i sedili, faceva un sacco gnu boemièn ma a te un giorno, foss’anche tra cento anni, verrò a chiedere scusa, te lo giuro su mio padre, mi amavi, lo sapevo, ci ho camminato sopra, non me lo perdono ancora oggi cazzo.
Una scala portava in bagno e non si poteva andare, o meglio si poteva andare ma non si poteva tornare perché ad uscire c’era sempre una che diceva “ho chiesto una media chiara” e chiara era, non era media ma insomma, piccolo ma sincero, nei limiti del momento, ovvio.
Ho da dirti che puoi essere dio se lo vuoi, io non lo ero, eppure, quindi puoi.
Devi solo metter giù le carte come le metterebbe dio e il resto viene da sé, la gente crede che dio esista e quindi a quelle carte crederà.
Allora scopri che sei dio se ottieni quello che otterrebbe dio, non se sei dio davvero.
Allenamento, test drive, anche crash test se vogliamo, ma cosa vuoi che siano per dio un paio di insuccessi, e avanti a tirare i vagoni di quelli dietro, ché tu puoi, loro vogliono, tu ce la fai, sei dio.
Non è vero quello che dice quel brasiliano là, non è vero che se vuoi una cosa l’universo disporrà le stelle per far sì che tu la abbia, è una truffa, non è vero, quello ti ruberebbe il merito di quella cosa.
Tu sei dio, se desideri una cosa prendi le stelle, tu, le sposti, tu, le metti come cazzo ti pare, tu, sei dio, puoi farlo, ma non per ottenere quello che vuoi tu, no, perché tu lo sai che le stelle si spostano facile, no, per offrire il giochino in cambio, per fare il baratto e ottenere quello che vuoi, cosa vuoi in cambio di quello che voglio io? “Voglioooooooo….un cavallo su una zampa sola!” e cavallo su una zampa sola sia, che ci vuole, antares, due nane, vuoi vedere che mi perdo per così poco, fatto, cavallo su una zampa sola, piace? Posso incassare il mio premio? Mi dai la tua vita da maciullare in sei secondi netti?
Poi una sera le stelle galassie una di qui una là ti sfuggono di mano e ti innamori tu e vabbé, crash, kabooom, un biglietto sul tavolo, che bravo che ero con i biglietti sul tavolo, tu mi sembri tipa da “occhi di ragazza” guarda lì che occhi (e che culo, ma giuro era amore), se non ti centro con ‘sta canzone non ti centro più.
Na nannanananana na quanti cieli na na quanti mari che m' aspettano na na centrata.
Non l’avessi mai fatto.
Un buco nero.
A.
Forma.
Di.
Fica.
Ma brava che pareva l’origine dell’universo.
E invece ne era la fine.
Nel senso che era più dio di me.
5 secondi, infatti, uno in meno, la beffa.
Se consumo di coca e notti con donnine di piacere sono motivati dall'assenza di relativa quota stipendio dedicata, spacciatori e papponi sono considerabili i sindacalisti della notte?
E' un po' che non si sente Bagnasco.
Che sia andato davvero a vergognarsi da qualche parte?
Io, con sostenitori capaci di tali uscite, un pensierino lo farei.
Ieri mi sono fermato a parlare con la vicina per capire se si può contattare l'amministratore per riparare prima delle partenze estive almeno uno dei due portoni attualmente rotti che al momento lasciano libero accesso alle scale a chiunque passi davanti al palazzo a qualsiasi ora, compresi qualcuno dei Nmila zingari che hanno deciso di aprire il più grande campo nomadi milanese di fronte a casa mia.
Così, perché partire per il mare con entrambi i portoni perennemente aperti...a s'to punto lasciamo aperte pure le porte di casa, almeno al ritorno non dovremo ricomprarci pure quelle.
Mi ha detto che al momento è difficile parlare con l'amministratore.
L'hanno arrestato un paio di giorni fa.
"In Italia ci sono leggi e regole che non vengono rispettate, ad esempio quelle che riguardano la sicurezza stradale.
La conseguenza è che ci sono troppi italiani che muoiono sulle strade perché troppi superano i limiti di velocità consentiti, troppi si distraggono alla guida.
Bisogna rispettare il codice, bisogna rispettare i limiti e le regole perché in questo modo si rispetta la vita"
C'ho la tv un po' sfuocata e la memoria come si sa vacillante, quindi mi servirebbe per l'ennesima volta il vostro aiuto.
Il tizio che ha detto quelle meravigliose toccanti e sicuramente profondamente sentite parole là sopra nello spot contro le stragi della strada, che mi dicono essere tipo il presidente della repubblica, è lo stesso che nemmeno un mese fa prestava il suo faccione per aumentare l'esultanza intorno a quella scatoletta di meno di tre metri con ruote della dimensione di quelle di uno scooter ma un motore che fa i 180 nella sua versione base?
E se si, lui che di quelle regole e limiti ha deciso di essere testimonial, può anche indicarci, di grazia, su quali strade d'Italia il limite consentito è 181?
E se per caso avesse a disposizione anche qualche consulente di cinetica, dinamica o quel che l'è, può per cortesia commissionare loro un bello studio che ci spieghi come farà un 18enne a tenere in strada quella scatoletta quando su quelle ruote da 2 centimetri di diametro prenderà una curva a, appunto, 180 all'ora?
Sempre se avrà tempo tra uno spot per la sicurezza stradale e l'altro, tra un'accusa ai produttori di alcol e l'altra, tra il festeggiamento per l'ennesima scatoletta da 200 all'ora e l'altra, s'intende.
Sempre che in mezzo non si inseriscano altri noiosissimi funerali di 18enni distratti e birbantelli che non ascoltano i consigli del nonno quando scende dal bolide.
Arriverà un giorno nel quale l'onda invertirà la direzione e la risacca finalmente mostrerà i quattro stronzi che si giravano intorno vorticosamente a vicenda consci del fatto che la gente si gira sempre verso la polvere che si alza chiedendosi chissà che vento laggiù.
Se poi l'onda di ritorno se li portasse pure via finalmente la spiaggia tornerebbe in mano ai bimbi che giocavano tanto bene con le formine prima che arrivassero i surfisti dell'adriatico con le tavole australiane comprate su ibei tutti tronfi a cavalcare onde alte dai tre ai quattro centimetri.
Pensavo.
Il nulla spopola e un sacco di papere galleggiano.
Poi ci sono un sacco di fatti, che in vacanza ho letto sul giornale, sui quali mi si sono scatenate decinaia e decinaia di domande che ho tenuto da parte per voi che come sempre sono certo mi saprete sciogliere il bandolo e pure la matassa.
Uno dei principali è quel fatto là, quello che secondo il papa l'unica chiesa definibile tale e riconosciuta da cristo sarebbe la sua (e te pareva).
Allora la domanda che mi è nata non è tanto teologica, ché ne so praticamente zero e non m'addentro, quanto fiscale.
Voglio dire, con quest'uscita, il papa si sta preparando a pretendere l'8 x 1000 solo per lui perché se questa sua affermazione facesse legge le altre chiese ne usufruirebbero illegittimamente in quanto semplici comunità oppure in uno slancio di altruismo ha voluto aprire la porta dell'8 x 1000 a qualsiasi comunità quindi se questa sua affermazione facesse legge l'8 x 1000 potrebbe esser dato a chiunque costituisca una comunità e non solo alle chiese?
Perché senza un pronunciamento anche sull'8 x 1000, quella sua uscita è priva di motivazione, è mozza, è inutile.
No?
Boh.
Tipo che io sto via una settimana sì (:)) e una no, ma più frequente una sì e poi torno e sul citofono ci trovo scritto "Ciccio" allora salgo ché tanto il portone è sempre rotto per far entrare i fratelli di Ciccio ché non c'hanno tutti i duplicati delle chiavi e salgo su fino al mio piano e sulla porta ci trovo scritto "Ho detto Ciccio" e infilo la chiave che mica ci entra però e uno viene ad aprire la porta e mi dice "Ciao" "Ciccio, immagino" "Bravo" "Posso entrare a casa mia?" "Quale?" "Questa" "Questa non è casa tua, è mia,non hai letto?" "Ciccio" "Si" "Si ho letto" e poi chiamo la polizia che arriva e mi dice "Che c'è?" "Vorrei entrare a casa mia" "E perché non lo fai?" "Perché c'è dentro Ciccio" "Ma non hai detto che vuoi entrare a casa tua?" e allora interviene Ciccio e dice "Infatti, glie lo dica, se vuole entrare a casa sua ci vada, se vuole entrare a casa mia mi chieda permesso" "Ma qual'é casa sua?" mi fa il poliziotto "Questa" dico io "Ma questa non è di Ciccio?" mi fa lui e io "No questa è mia" "e allora perché c'è scritto Ciccio sul citofono e Ho detto Ciccio sulla porta?" mi fa lui "Glie lo dica" si inserisce Ciccio "Perché ce l'ha messi lui" "Ah ma secondo la legge 1345 comma 765 bis paragrafo 456098 questo fa sì che la casa adesso sia di Ciccio" mi fa il poliziotto e Ciccio fa si si appunto con la testa e io dico "Ma qualche speranza di rientrare a casa mia ce l'ho?" chiedo io e il poliziotto "In Italia no" e io "Me lo garantisce?" e lui "Certo" e io "YUPPIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!" giro i tacchi e me ne vado.
Mio padre il giorno della festa del papà.
Suo fratello il giorno del compleanno della figlia.
Noi Bozza è nelle tragedie che tiriamo fuori i veri picchi d’ironia.
Ciao Zio Lele.
E grazie.
Non tutti gli uomini delle famiglie di un uomo che scappa, sanno essere padre dei figli che lascia.
Solo quelli che sanno distinguere.
E scusa.
Non è niente di personale.
Sono proprio io che non sono più umano.
Non avessi perso completamene la capacità di soffrire, giuro soffrirei.
È che credo di avere elaborato il lutto.
Proprio il lutto in quanto tale.
Boh, non mi viene altro.
Solo immagini.
Una macchinina di latta, una bici con le rotelle e poi, accidenti, senza, un libro di fiabe, un binocolo con le foto di Lourdes in 3D, i viaggi in treno per venire a recuperare matematica per la maturità perché la materia volontaria per me poteva solo essere quella in cui andavo peggio ma solo se mi avessi aiutato e accidenti, quel 50, da un 3, che vittoria.
Un padre per quello che può, insomma.
Non ti sembra più bello del dolore?
Se son vere entrambe le leggende, salutamelo.
Se è vera una sola, vagli in sogno a dirgli che mi deve i soldi dell’autopsia.
Se non è vera nessuna delle due, hai davvero smesso di soffrire.
Ché non ce la raccontiamo, su.
Non più.
Chiave di ricerca: Daniele + Bozza + lascia + più + figli + di + quanti + ne + ha + fatti.
Un mago ne.
(vedi?...ormai l'ho capito, devo lasciar fare al torinese spiritoso che è in me)
Dimenticavo.
Mi hai sempre ricordato lui.
Perché siete due gocce d'acqua e perché sapete entrambi di buono.
Altro morto, uno al giorno.
40 anni, una moglie e una figlia di 16, steso sull'asfalto.
Altro giovane al volante (rom come sempre, ma non conta, ieri era una vecchina italiana), pieno di coca per sua stessa ammissione.
Denuncia a piede libero e fuori un'ora dopo.
Il 40enne ancora era sull'asfalto ad aspettare il becchino mentre quello tornava a casa.
Ora dico io, quando in presenza di omicida al volante ubriaco o pieno di droga, convertire d'ufficio l'omicidio da colposo a volontario pare brutto?
Incostituzionale?
Troppo poco "Italiani brava gente?"
E' questo il prezzo per dirsi buoni?
Non essere più sicuri nemmeno di un semaforo verde perché nei paraggi potrebbe comunque aggirarsi un 18enne ubriaco che dopo averti falciato il giorno dopo è di nuovo a scuola e-lo-sa?
"E' un complotto l'hanno incastrato mio figlio non beve e non farebbe mai una cosa del genere" e lui dietro la gonna a fare si si con la testa?
Se qualcuno ubriaco mette sotto qualcuno che io amo, lo anticipo, salgo in macchina, bevo una birra mi faccio una canna e gli stiro l'intera famiglia.
No, non berrò per trovare il coraggio di farlo, berrò per esser certo di vederci tutti quanti il giorno dopo al solito bar, da bere per tutti, pago io, almeno quello.
Avevo bevuto, non ero in me, non è volontario, la saluto.
Cubo Libre:
Sulla scia di CoccoBello, ci si arma di un cubo con bretelle contenente tutto il necessario per la produzione di Margaritas, Cuba Libre e Gin Tonic.
Se è vero che sulle spiagge si è invasi da proposte di cocchi, pareo e ghiaccioli, nessuno viene mai a portarti un margarita.
Si valuta utilizzo di stagista poppedotata da far ballare sul cubo appoggiato sul bagnasciuga per attirare clientela.
Agende Speciale:
Posizionato in punti accesso spiaggia, dotato di sediolina e block notes, raccoglierà appuntamenti e scadenze di chi accedendo alla spiaggia lo utilizzerà come post-it
“Mi ricordi di chiamare in ufficio verso le 16?”
“Quando mi vedi andar via ricordami che devo passare in farmacia prima di andare a cena”
Alla scadenza dell’appuntamento richiesto, l’Agende Speciale raggiungerà il bagnante sul bagnasciuga o sotto l’ombrellone per ricordargli l’impegno o lo comunicherà al passaggio del bagnante verso l’uscita.
Si valuta l’utilizzo di stagista poppedotata alla quale affidare compiti di segretariato telefonico, la quale risponderà a richiesta al cellulare per informare che l’ingegnere al momento non può rispondere.
Tariffario da valutare per possibile tono da chat line e gemiti di piacere tra "non può" e "rispondere" nel caso di chiamata di amici dalla città con i quali millantare conquiste estive.
Scopri che in rete c'è davvero di tutto, quando ti si rompe la vaschetta del cesso e senza nemmeno cercare troppo trovi forum di gente che si spiega a vicenda come si riparano nonché, cercando ancora un po', lo schema tecnico della tua.
Che poi uno dirà "E ti serve lo schema tecnico per sapere come funziona una vaschetta del cesso?"
Se è di quelle incassate nel muro e non si vuole spaccare il muro, si.
Operazione "Mario Bros" portata a termine con successo (ovviamente).
Certo non era questo che pensavo quando mi immaginavo a giocare all'idraulico, ma insomma, di necessità virtù.
Ora devo solo trovare consigli su "Come beccare lo stronzo che ogni volta che sto via per più di due giorni mi fa trovare la cassetta della posta scassinata".
Se mi avete spedito qualcosa, da un mesetto a questa parte per qualche oscura ragione ama riceverla lui.
Se non ricordo male il furto di posta è un reato penale; qualcuno ricorda l'articolo?
Avrei intenzione di iniziare il nostro simpatico dialogo con una bella lettera appiccicata al muro per spiegargli come funziona.
Naturalmente dopo aver trovato qualcuno che mi indica l'articolo da citare, avrò bisogno di qualcuno che mi traduca la lettera in albanese, in egiziano, in cingalese, in spagnolo e in sinti.
In questo palazzo (quartiere) il concetto di multiculturalità è un percorso...come dire...in Erba.
Ma la roba che oggi mi ha fatto davvero adorare la rete è un sito che ho trovato cercando materiali per una sigla di una manifestazione tenutasi a Pechino.
Un'incredibile sintesi positiva del concetto di scambio culturale.
Nella sua semplicità, uno studio geniale.
Che roba strana, questa dei commenti.
Mi sento un sacco Uì’gghenstain che lui ti può dire un sacco di cose ma tu non gli puoi rispondere se non in mail.
Guarda…provo…Stronzo!
Visto?
Non mi puoi dir nulla!
Bello, bello.
Riprovo…guarda eh…si, sei una meraviglia.
Ecco ancora, non mi potete dire nulla!
Fantastico.
Nel frattempo, grazie a mail di altri utenti, segnalazioni e piccole (ché mica si sta parlando della caduta dell’impero romano, su) ricerche, sono giunto alla conclusione che nonc’è nessun hacker.
Nessuna spy story, niente brufolosi incazzati pronti a mandarmi sul satellite insieme a Rete4, nessuno pronto a venire nei vostri blog a dirvi “Sono Broono e ti ho scopato la fidanzata” o robe così insomma, che ve l’ho detto, fossero comparsi, il contenuto vi avrebbe certamente aiutati a capire che non potevo essere io.
Dai su, ma vi pare che io potrei mai scoparmi la fidanzata di qualcun altro?
Eh infatti, era l’hacker, oh.
Dicevo, la spy story.
Alla fine pare sia solo la solita storia dell’ennesima idea del cazzo di quelli di splinder che poi passano i mesi a provare a svilupparla facendo sì che quel poco che funzionava fino a quel giorno smetta di funzionare.
In pratica si sono inventati questa cosa de trackback automatico.
Tu scrivi un post che ne linka un altro?
Nei commenti di quell’altro “tu” lasci un tuo commento con un pezzo del tuo post.
Non una riga per informare il proprietario di quel blog che quel commento è generato automaticamente, non una riga che dica “questo è un trackback” no, lo firmi tu, con il tuo account.
In pratica quelli di splinder hanno deciso di trasformarci tutti in spammers.
E li pagano anche, per avere queste idee brillanti.
Poi il genio c’ha anche le sue varianti “molto genio”, naturalmente, ché a splinder non se li sono mai fatti mancare i molto geni.
Tipo che se tu in un tuo post metti un link a un tuo vecchio post in archivio, sotto quel tuo vecchio post appare un tuo commento e tu lo trovi negli ultimi commenti lasciati.
Così non solo risulti uno spammer, ma risulti pure cretino, perché vai anche a commentarti i tuoi stessi post per dirti che ti sei scritto un post che li linka.
Non ci mettereste pure voi mano, alla piattaforma, per sviluppare idee così rivoluzionarie intelligenti ma soprattutto che come sempre fanno saltare quelle due cose che fino a quel momento funzionavano?
Eh infatti, anche loro.
Grandi innovazioni sono state apportate!
Non funziona più gnente ma i banner ci stanno molto più comodi, adesso, in homepage.
Per quanto riguarda i commenti, sempre grazie a mail e segnalazioni, siamo (parlo come Othelma, e allora?) giunti a scoprire che non sono l’unico blog splinder con commenti haloscan bloccati.
Quindi la verifica che richiedevo ieri ha confermato l’ipotesi, il problema è tecnico e non solo mio.
Ora resta solo da capire se è haloscan che non vuole funzionare quando in splinder o se è splinder che non vuole fare da canale per quelli di haloscan.
Alzi la mano chi vota per splinder….
Tutti?
Uau!
Ovviamente di risposte da parte di splinder non se ne parla.
Cioè si, mi hanno subito ringraziato per averli contattati e mi hanno messo le faccine alla fine di ogni riga ché siamo un sacco una commiuniti di amici-ici e infatti io ho aperto la mia mail con “Salve” e loro mi hanno risposto “Ciao! :) ghi ghi ghi bu bu bu! Trottolino amoroso du du du da da da :) :) :)”.
Di risposte però manco l’ombra.
Poi è arrivata un’altra mail e mi son detto “Oh…finalmente mi rispondono” e invece ciccia, mi comunicavano che a breve mi avrebbero invitato nella chat, faccine e ghi ghi ghi bu bu bu a pioggia.
L'avete ricevuto, voi? Io nemmeno.
A oggi non ci è dato sapere se esista forma di vita intelligente in redazione.
Per il momento un sacco di risposte che servono giusto a cominciare la giornata con un paio di faccine in mail, che però bisogna dire a queli di splinder già arrivano, ecco, non è un servizio che interessa.
Ormai è chiaro che splinder ha fatto il suo tempo e appena avrò un po’ di tempo (per cucinare qualcosa da offrire in cambio all’amico al quale chiederò di dedicarmi una serata a far migrare il tutto, che avevate capito?) (lo sai che sto dicendo a te, vero? Si lo sai lo sai) gli farò ciao ciao con la manina non prima di aver ricambiato con un sacco di faccine, naturalmente, ché loro son contenti così.
Ora no perché non ho (lo avrò) un dominio, non ho (lo avrò) uno spazio web, non ho (lo avrò) tempo perché domani me ne vado al mare per una settimana a mettere faccine alla fine di ogni riga di commento alle bagnanti che mi passeranno nei paraggi.
Salùt, baci sulle tette e faccine come se piovesse (e infatti a Milano oggi piove ed è un po’ che non discutiamo un po’ del tempo metereologico) ché io sono troppo uno della commiuniti di splìnder.
Ghi ghi ghi bu bu bu.
Ora si tratta solo di capire se la cosa dipenda dall'ennesimo "Stiamo lavorando per migliorare la piattaforma e rendere il mondo splinder ancora più bellissimo per tutti voi cari amici-ici :)" dietro il quale in realtà si nasconde un cambiamento che rende impossibile l'uso di sistemi di gestione commenti esterni a splinder (dalla nuova proprietà ci si aspettava questo e altro) o se semplicemente sia un problema tecnico passeggero.
Se qualcuno di voi conosce blog splinder che usano haloscan come commenti e sa che al contrario del mio funziona, me lo segnali, così almeno eliminiamo voci dall'elenco delle possibilità.
Io sono propenso a pensare che prima o poi questi era chiaro che avrebbero cominciato a tirar fuori gli artigli, ma magari mi sbaglio.
Vedremo.
Aggiornamento:
C'è qualcuno che va in giro a lasciare commenti a nome mio.
Fin qui nulla di strano, non è la prima volta che capita e non è il primo che per lasciare commenti utilizza il nick di qualcun altro.
La novità è che quel commento accanto al nick ha le quattro iconcine del mio blog, dei mediaalbum, dei messaggi e questo significa che non ha solo replicato il nome, ma che ha lasciato il commento dopo aver avuto accesso al mio account, visto che quelle icone appaiono automaticamente quando l'utente che commenta è loggato con quell'identità.
Ora la prima conclusione più ovvia è che a differenza dei precedenti simpatizzanti che nel corso della mia carriera blogghistica mi sono guadagnato, per eliminare i quali è stata sufficiente un po' di abilità linguistica e quella sana componente sfottò che mi caratterizza, questa volta ho a che fare con uno bravo ad avere accesso dove gli pare e quindi con uno bravo è meglio che mi prepari a confrontarmi.
Facciamo così, visto che puoi e sai come fare, scrivimi qui direttamente nel post, aggiungi una tua riga e aggiungila per partire in quello che si annuncia un simpatico dialogo di una discreta lunghezza, con una prima sostanziale informazione di partenza che credo necessaria per stabilire la modalità che dovrò impostare da adesso fino a quando si risolverà la cosa:
Da me, sostanzialmente, che cazzo vuoi?
Dovrebbe essere anche divertente, per te, questa cosa.
Avendomi (a questo punto immagino la responsabilità sia tua) disabilitato i commenti, questo dialogo dentro il post a due, solo io e te, avrebbe un pubblico costretto ad assistere e la cosa, se ho capito il genere, dovrebbe stimolarti non poco.
P.S. Questo naturalmente significa che su ognuno dei vostri blog potrebbero cominciare a comparire commenti lasciati da "me" di qualsiasi genere e per voi sarebbe impossibile sapere se sono io davvero o meno.
Ecco, non potendo fare affidamento sul nick e sull'account per sapere se sono io, vi chiedo di cercare di capirlo valutandone il contenuto e la forma.
Entrambe cose per replicare le quali non basta, caro il mio simpatico amico, essere tecnicamente bravo a violare gli account.
Io poi lo so, quando dico che in tv i concetti peggiori vengono veicolati in maniera subliminale, la gente non mi crede.
Non mi crede perché è brutto pensarlo, fa sentire meno intelligenti di quanto ci si ritenga perché il subliminale ha come caratteristica base il suo essere possibile solo se di fronte ha una mente non preparata, occhi distratti, un senso critico pari a zero e quell'abitudine tipica del pubblico televisivo di assorbire senza filtro, senza esame, senza valutazione.
E così si preferisce negarne l'esistenza piuttosto che ammetterne l'uso, perché il riconoscimento si porterebbe appresso la, a quel punto inevitabile, ammissione che se viene usato questo sistema è perché la gente non valuta ciò che guarda ma assorbe in maniera totalmente acritica e nessuno, sapendosi parte di quel pubblico, ammetterà mai di essere considerato stupido al punto da non accorgersi di cosa gli passa davanti e gli entra dentro senza che se ne accorga.
Allora facciamo così.
Io provo a indicare un esempio di tv che veicola concetti così spregevoli che hanno bisogno di essere mascherati, per poter passare oltre lo schermo.
Voi guardatelo e poi traete le vostre conclusioni.
Ci sarà chi non ci troverà nulla di strano, ci sarà chi lo troverà pittoresco, ci sarà chi lo troverà tutto sommato divertente non di più non di meno di qualsiasi servizio televisivo estivo di quelli futili sui gelati alla melanzana o sul caro ombrelloni, ci sarà chi, come me, lo troverà una dimostrazione del perché Rete4 non dovrebbe andare sul satellite, dovrebbe proprio chiudere.
Ché robe di così basso livello bisognerebbe avere il coraggio di dirle apertamente, in faccia, bisognerebbe avere le palle per firmarle, bisognerebbe metterle nero su bianco, perché c'è chi non se ne accorge di cosa gli stai dicendo e ci ride su e magari il giorno dopo lo racconta al bar come fosse il racconto delle vacanze senza fermarsi su quei pochi frames sparsi qui e là che contengono il peggio della cultura di un popolo che ama tanto dirsi moderno, dirsi civile, ma che finché permetterà certe schifezze civile non potrà mai dirsi.
Il servizio è quello intitolato "Caccia al tesoro".
Al momento è il primo della lista, ma nel caso passassi di qui tra qualche tempo ti basterà scorrere giù col cursore per trovarlo perché man mano aggiungono i nuovi.
Ché loro sono orgogliosi dei loro servizi, ci tengono a lasciarli lì per i posteri, vogliono che il risultato del loro lavoro prosegua la sua opera anche domani, dopodomani, tra un anno, tra 5 anni, e per questo li salvano a futura memoria.
Non lo sanno loro che la merda quando è in così grande quantità non ha bisogno di interventi esterni per lasciar traccia.
Basta l'odore che sparge intorno e chissà che un giorno i nasi tutti non diventino capaci di riconoscerla.
Se posso, nel frattempo, mi permetterei di indicarla io che al contrario, sarà per mania personale, sarà per questa fissa di andare oltre a ogni cosa per vedere cosa c'è dietro, sarà semplicemente che il mio lavorarci mi ha abituato a osservare pure le virgole, quando vedo certe robe ancora riesco a saltare sulla sedia e provare un sano e civilissimo istinto di sputargli in faccia.
Ché poi, a voler ben vedere, di subliminale lì non c'è proprio nulla.
Anzi, è bello chiaro.
Ma vaglielo a dire a quelli che pensano che da quelle parti si lavori per il progresso di questo paese.
Non lo dico cosa penso della Pivetti.
Non lo dico perché l'assenza totale di capacità critica di chi guarda certa tv italiana non solo non è l'unico problema dell'informazione in italia, ma non è nemmeno il più grande.
Il più grande continua purtroppo a essere l'impossibilità di dirlo, quanto siamo lontani da quella libertà con la quale troppi si riempiono la bocca.
E così i famosi proiettili gli erano stati spediti da un tizio che sulla lettera allegata aveva imitato la firma di una prostituta.
Ora si può inserire la sua scorta nelle voci dell'elenco dei tagli alla spesa pubblica tanto invocati o l'ha vinta all'infinito perché ancora la digos non ha decifrato quei "...ne do...asco ne..." e "religios..." letti nei foglietti trovati nella cella della Lioce immediatamente indagata ché si sa, le BR vanno un po' bene per tutte le stagioni?
Ah già, ancora ci sono le scritte sui muri "vergogna", giusto, giusto, la scorta va lasciata.
Così avrà una cosa in più di cui vergognarsi.
Per esempio del fatto che non glie la paghi il vaticano.
13-15 maggio Roma
15-18 maggio Valencia
21-22 maggio Firenze
28-29 maggio Napoli
29-01 giugno Valencia
03-04 giugno Verona
05-06 giugno Roma
06-08 giugno Napoli
13-15 giugno Porto Cervo
19-22 giugno Venezia
Ha detto Fede che Berlusconi avrebbe dichiarato che se decide per una nuova manifestazione, questa volta in piazza ne porta almeno 6 milioni.
Guardandolo con la tenerezza che si dedica agli anziani ai quali perdoni il loro non starci più molto con la testa, ho pensato che qualcuno dovrebbe avvisare Fede che il cavaliere si riferiva certamente a quanto gli costano ogni volta le bandiere, i pranzi al sacco, gli striscioni tutti sempre perfetti fatti in fotolito, i manifesti con i quali "i cittadini" tappezzano le città di "Basta!", i pullman per andarli a prendere casa per casa, gli opuscoli, i servizi in tv per tutto il mese precedente, i tecnici, i registi che ogni volta rendono ogni servizio che racconta la manifestazione un successo hollywoodiano, i tir di luci e audio, le 345 telecamere, i biglietti dei treni per chi non ha modo di arrivare ai pullman e tutto il resto delle spese che fanno la cifra che ogni volta deve sborsare per avere in piazza tutti quelli che poi vengono presentati come "Così stufi da scendere in piazza".
Perché nessuno gli chiede mai quanto gli costa ogni manifestazione?
Quanti, di quel "milione" andato a Roma a farsi una giornata viaggio-pranzo-bandierina tutto pagato, sarebbero stati lì a spese loro?
Quanti di quei pensionati sarebbero stati lì e non in viaggio per Sarzana guardando dimostrazioni di pentole pur di farsi una giornata al mare con 10 euro?
Quanti?
Ma soprattutto, da dove escono i soldi?
6 milioni.
Dove li porta 'sta volta, a Woodstock?
Ma che simpatica coppia di vecchietti.
Aggiornamento:
Calderoli ha rilanciato: 10 milioni.
Il Mago Othelma ha detto che se gli danno un paio di candele lui ne aggiunge una ventina.
Io vorrei partecipare al gioco: dico 47.
Poi napalm a tappeto.
13-15 maggio Roma
15-18 maggio Valencia
21-22 maggio Firenze
28-29 maggio Napoli
29-01 giugno Valencia
03-04 giugno Verona
05-06 giugno Roma
06-08 giugno Napoli
13-15 giugno Olbia
19-22 giugno Venezia
Poi facciamo che sarà spiaggia - (bacio) - gin lemon - (bacio) - giornale - (bacio) - pranzo - (bacio) - spiaggia - (bacio) - birra - (bacio) - doccia - (bacio) - cena - (bacio) - (bacio) - nanna - (bacio) - (bacio) - almeno per qualche giorno (bacio)?